Facoltà Teologica. Cagliari, inaugurato il 90° Anno Accademico

Inaugurato il 90.mo anno accademico della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. Dal 1927, anno di fondazione nella sede di Cuglieri, l’Ateneo cattolico da sede esclusiva di formazione superiore per i giovani avviati al sacerdozio si è trasformato gradatamente in una Università “normale”, aperta e frequentata da tutti : laici e chierici, uomini e donne. Lunedì 3 ottobre scorso il nuovo preside, padre Francesco Maceri, ha comunicato ufficialmente che anche nel 2015 il numero dei laici ha superato quello di preti, diaconi e seminaristi: 124 a 103. Per non parlare dei 317 non religiosi iscritti agli istituti di scienze religiose di Cagliari (207), Sassari (92) e Tempio-AmpuriaS (77). Per diventare sacerdoti sono richiesti cinque anni di formazione nel seminario maggiore regionale accompagnati da una sessantina di esami – semestrali o annuali – articolati in 5 anni di studi, completati da 12 mesi di “pastorale” certificati da un diploma specifico che potrà essere utilizzato per conseguire la licenza in Teologia ed eventualmente, anche il dottorato. Solo una grande passione ed eventualmente la voglia di insegnare religione nelle scuole statali di ogni ordine e grado porta oltre 100 laici dentro le aule della Facoltà di via Sanjust a immergersi negli studi teologici, non facili, che richiedono un background di conoscenze storico filosofiche e di greco e latino che obbligano a un faticoso ritorno agli studi giovanili. Studi che non dimenticano la Sardegna. All’inaugurazione occhi puntati sul nuovo preside, padre Francesco Maceri, che dopo 14 anni ha ricevuto il testimone presidenziale da padre Maurizio Teani, chiamato dalla Compagnia di Gesù – alla quale il Vaticano e la Chiesa sarda da 90 anni affidano il coordinamento degli studi – al vertice del “Centro San Fedele “di Milano. Maceri, che guida un corpo docente formati da 43 professori, nella prolusione davanti alla Gran Cancelliere della Facoltà, l’arcivescovo Arrigo Miglio, ha evidenziato l’importanza degli studi teologici in un’epoca in cui molti richiamano continuamente “l’immagine innovativa ed evocativa della Chiesa ospedale da campo creata da Papa Francesco, senza mai evidenziare che anche in un ospedale da campo si richiedono anche medici altamente qualificati”, formati proprio dagli studi teologici. Il pragmatismo di Papa Francesco chiama i cattolici alla testimonianza, anche impegnativa. Esigenza costante della Chiesa riportata dal preside della Facoltà teologica. “Siamo nell’Anno della Misericordia, dobbiamo dire che non si tratta di formare laici apologisti, in cerca di nemici da smascherare e sconfiggere, ma – ha affermato padre Francesco Maceri – uomini e donne adeguatamente predisposti all’esercizio delle opere di misericordia, specialmente quelle di consigliare i dubbiosi e istruire gli ignoranti, e preparati a partecipare nella Chiesa all’attuazione dell’eminente forma di carità verso gli uomini di non sminuire in nulla la sana dottrina di Cristo”. Al termine della prolusione, il nuovo preside ha comunicato che hanno conseguito il grado di baccellierato in Teologia 17 studenti. La Licenza 5 studenti: con specializzazione in Teologia Sistematica Gabriele Semino, Emanuela Allegretti laica; Antonio Serra presbitero dell’Archidiocesi di Sassari; con specializzazione in Teologia Morale: Fidele Kotho Mbukyu, presbitero della Diocesi di Kenge (Rep. Democratica del Congo); – con specializzazione in Teologia Pastorale: – Massimo Noli archidiocesi di Cagliari. Ha conseguito la laurea e, in seguito alla pubblicazione della propria tesi, il dottorato in Teologia Pastorale: Federico Locci, sacerdote dell’Archidiocesi di Cagliari.

Mario Girau