Casa per Anziani “Santi Anna e Gioachino”, e i 30
anni del “Centro d’Ascolto Madonna del Rosario”

Riprendiamo il viaggio del Vescovo padre Roberto Carboni nelle comunità terapeutiche del “Centro d’ascolto Madonna del Rosario” di Villacidro, avvenuto lunedì 31 ottobre e raccontato su “Nuovo Cammino” del 13 novembre. Dal Centro di Pronta accoglienza “Is Guardias” nelle campagne corriamo ancora verso Villacidro per visitare la Casa per Anziani “Santi Anna e Gioachino”. La struttura è nata su un vasto terreno di tre ettari donata da benefattori originari di Villacidro. Ormai opera da dieci anni. Chi arriva da Guspini o da San Gavino la vede in un ampio parco verde nella zona di “Corterisoni” all’inizio del paese. Ospita 24 anziani – uomini e donne – che liberamente hanno scelto di concludere la loro vita in questa casa, circondati dalle attenzioni del personale. Anche in questa struttura operano medici, educatori professionali, operatori socio assistenziali e tanti professionisti sanitari chiamati per le esigenze degli ospiti. I pasti sono assicurati da due esperte cuoche, ci sono lavanderia e stireria, e le operatrici per la pulizia e il decoro della casa. Nella struttura dotata di ampi saloni ci sono cappella e infermeria, sale e attrezzature per la ginnastica dolce e riabilitativa. Il Vescovo ha salutato gli ospiti e le ospiti ad uno ad uno, ha conversato con loro, ha visitato le camere e la cappella accompagnato dalla responsabile e da don Angelo. Annesso alla Casa “Santi Anna e Gioachino” c’è il museo MAGMA (museo arti grafiche Dino Marchionni). Trasferito dal Palazzo Vescovile in attesa della ristrutturazione, il museo è parte integrante del “Centro Culturale di Alta Formazione”. Si sono tenuti nel museo importanti manifestazioni, mostre, incontri culturali, di pittura. Le sue opere sono state accolte nei musei di Urbino, Bologna, Milano, con grande concorso di visitatori. Gli ospiti della Casa “Santi Anna e Gioachino” vedono rompere la loro solitudine anche con queste attività, sono meno soli: la comunità degli anziani è parte integrante della comunità civile ed ecclesiale. Un progetto della casa prevede l’apertura di campi da gioco per giovani e minori del quartiere vicino: si riscopre l’azione dei “nonni” per le nuove generazioni. Giustamente Padre Roberto ha accettato di concludere la visita alle opere-segno della Caritas, create dal Centro d’Ascolto, con un incontro conviviale con i responsabili delle strutture, la direzione del Centro d’Ascolto e i parroci di Villacidro.

Villacidro. Il “Centro d’Ascolto” ha compiuto 30 anni

In fretta raggiungiamo a Villacidro il Centro d’Ascolto Madonna del Rosario. Nel centro si accolgono i giovani che desiderano entrare in una delle Comunità per le dipendenze o per la psichiatria. Ragazzi spesso accompagnati dalle famiglie. I colloqui sono fondamentali sia per la reciproca conoscenza, ma anche per verificare la reale volontà di fare con libertà un percorso di cura al loro stato di dipendenza o di malattia psichiatrica, come anche sondare le reali risorse per un cammino non facile. Il “Centro d’ascolto Madonna del Rosario” è stato fondato giuridicamente l’otto novembre 1986 ma operava sin dal 1983: sono circa tremila i giovani che sono stati accolti, giovani e meno giovani, minori. Un lavoro intenso a servizio del territorio. Per oltre 28 anni il Centro ha accolto anche individui e famiglie bisognose di un aiuto immediato e di un accompagnamento per uscire dalla povertà. Per anni il Centro ha pure operato nei corsi professionali sia nei locali della parrocchia, sia nella zona industriale e nella casa “Stella del Mare”, avviando al lavoro centinaia di giovani. Ha pure promosso e sostenuto alcune cooperative sociali. Un servizio al territorio ma anche una testimonianza di carità per famiglie, giovani e anziani. Padre Roberto ha visitato il Centro accolto dalla coordinatrice e vice presidente signora Rosaria Zinzula e dal personale. La legge del terzo settore appena approvata al Parlamento darà nuova articolazione a tutta l’attività del Centro, chiarendo il ruolo del volontariato che continua ad essere indispensabile per una comunità cristiana ma anche la valenza delle opere-segno proprio del terzo settore (dipendenze, psichiatria, strutture per anziani, per l’accoglienza dei migranti e rifugiati). Opere segno della carità della Chiesa per gli ultimi, ma che chiedono professionalità, continuità di servizio, operatori stabili come per tutti i servizi sociali. Don Angelo Pittau

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