Papa Francesco conclude la sua visita apostolica nelle Repubbliche del Caucaso dove incontra la “piccola” comunità cristiana

Dopo l’Armenia Papa Francesco ha concluso la sua visita apostolica nelle repubbliche del Caucaso, questi due paesi a maggioranza musulmana; in Georgia i cattolici sono circa 30.000, mentre in Azerbaijan i cristiani sono solo il 3%. Dal 30 settembre al 2 ottobre, il Papa ha motivato questa visita parlando proprio di Chiesa in uscita anche verso le periferie della cristianità. Questi due paesi sono attraversati da forti tensioni e il Pontefice ha avuto al centro del viaggio colloqui con i differenti leader religiosi. “Shalama ammokhum” (la pace sia con voi) saluta Papa Francesco, in aramaico, la lingua che si conservata nella chiesa siro-caldea, che ha custodito l’aramaico, la lingua con la quale Gesù parlava. A Tblisi il Papa si è incontrato con Ilia II°, catholicos patriarca di tutta la Georgia. È stato un commovente faccia a faccia con il leader ortodosso, coscienti entrambi delle sacche di resistenza anticattolica presente in Georgia. Presenti anche i cattolici di Iraq con i fedeli caldei e la presenza del loro patriarca, quello di Babilonia dei Caldei Louis Sako e alcuni vescovi reduci del Sinodo iracheno che si è tenuto nei giorni scorsi ad Erbil, si è pregato con i vespri in aramaico e Francesco senza fare discorsi ha concluso con una preghiera personale, recitata in italiano per la pace, in modo particolare in Siria e in Iraq. Il Papa ha anche visitato le case-famiglie, segno della provvidenza verso gli ultimi, aperte dalla Comunità Papa Giovanni XXIII nella città di Batumi , quasi al confine con la Turchia. Poi domenica 2 di ottobre si è trasferito a Baku, capitale dell’Azerbaijan, dove ha presieduto l’Eucarestia nella chiesa dell’Immacolata Concezione (aperta nel 2007) tenuta dai Salesiani. Di pomeriggio prima del rientro a Roma ha incontrato il presidente della Repubblica Ilhan Aliyv, lo sceicco dei musulmani del Caucaso Hdji Allahchukur nella moschea. Ha poi salutato prima di partire il vescovo ortodosso di Baku, Alessandro, e il presidente della comunità ebraica. A chiudere questo viaggio ecumenico e multi religioso, che alcuni giorni precedenti Papa Francesco aveva sperimentato ad Assisi.

Don Peppangelo Perria