Ales. Presentata al Museo diocesano d’Arte Sacra

Il volume di oltre 600 pagine, realizzato da Alessandra Pasolini (a destra nella foto) e Marisa Porcu Gaias, dà una visione completa sull’attività degli argentieri in Sardegna dal sec. XI al XIX

Lo scorso 24 giugno, nei locali del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Ales, ho avuto l’onore di presentare il volume Argenti di Sardegna, recentemente pubblicato da Morlacchi Editore U.P., scritto da Alessandra Pasolini e da Marisa Porcu Gaias, massime esperte dell’argomento. La scelta del luogo non è stata casuale perché proprio nel piano terra del Museo, nell’ormai lontano 1997, venne inaugurata una importante Mostra dal titolo I tesori della Cattedrale di Ales (secc. XV-XX). Argenti sacri e documenti d’archivio dove per la prima volta il pubblico aveva avuto l’opportunità di conoscere i preziosi oggetti fino ad allora conservati negli armadi delle sagrestie.
Quella Mostra si rese possibile grazie al lavoro di catalogazione a tappeto realizzata nel corso degli anni dalla Soprintendenza ai beni Architettonici e Artistici di Cagliari e Oristano in collaborazione con la Diocesi di Ales-Terralba. Proprio dall’analisi delle migliaia di schede prodotte sono partite le due studiose per creare il sostanzioso volume, oltre 600 pagine, che raccoglie tutti gli studi finora realizzati sull’argomento, riuscendo a dare una visione completa sull’attività degli argentieri operanti in Sardegna dall’XI secolo fino alla prima metà del XIX. Si comprende, pertanto, quanto questo testo sia fondamentale e indispensabile per chi, studente, appassionato, storico dell’arte, voglia conoscere questi manufatti e proseguirne la ricerca.

Le autrici del testo non si sono limitate a censire questo ricco patrimonio culturale, a mostrarci il variare del gusto e delle forme attraverso i secoli. Si sono soffermate anche su ruolo avuto dalla committenza, sulle botteghe che hanno operato nei diversi periodi storici, sulla loro formazione e organizzazione interne, sulle leggi che regolavano l’estrazione della materia prima e sulla produzione orafa e argentiera. Il volume è suddiviso in capitoli ordinati cronologicamente e i manufatti trattati secondo le diverse tipologie e funzioni: alla fine di ogni singolo capitolo troviamo le schede delle opere più significative corredate da fotografie in bianco e nero.
Più si va avanti nei secoli, maggiore appare il numero delle schede allegate. Si va così dalle 35 del primo capitolo, relativo ai secoli XI-XV, alle 280 risalenti al 1500; 432 sono le schede dei manufatti secenteschi e ben 650 quelle datate al XVIII secolo. L’ultimo capitolo, dedicato alla prima metà del 1800, ha 66 schede allegate. È importante sottolineare che, oltre agli arredi liturgici che costituiscono la gran parte dei manufatti in argento, le due studiose, attraverso l’esame degli inventari conservati negli archivi, sono riuscite a fornire un interessante ed inedito spaccato dei gusti e delle ricchezze presenti nelle case di coloro che potevano permettersi il lusso di possedere oggetti preziosi e gioielli: aristocratici, alti prelati, privati facoltosi cittadini.
L’ultima parte del volume è ulteriormente arricchita dal repertorio degli argentieri e orafi attivi nella nostra Isola dal XVI fino al XIX secolo; essi sono elencati secolo per secolo in ordine alfabetico per consentire una più agevole consultazione. La corposa bibliografia, che parte dal 1714 e arriva fino al 2016, consente al lettore di poter approfondire gli argomenti che più possono interessargli. Chi volesse acquistare il volume lo può ordinare online attraverso il sito www.morlacchilibri.com per un prezzo inferiore a quello di copertina (€ 39,00).

Lucia Siddi