Giubileo per tre Corali sarde dirette dal maestro Massimo Atzori

I rappresentanti dei gruppi polifonici “Incantu de Coru” di Guspini, “Cantos e Melodias” di Villamar e quello di Senorbì diretti dal maestro Massimo Atzori, dal 21 al 23 ottobre 2016, hanno partecipato a Roma al Giubileo delle Corali e degli Animatori Liturgici proposto in quest’anno della Misericordia. Con gli altri circa 10mila coristi giunti a Roma da tutto il mondo hanno potuto vivere un’esperienza unica e forse irripetibile. L’avvio, venerdì 21 ottobre nell’Aula Paolo VI che ha ospitato, al mattino, il Convegno dal tema “Cantare la Misericordia”. Il Giubileo, introdotto da mons. Marco Frisina che ha presentato i relatori del convegno: mons. Massimo Palombella,Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina che ha fatto un excursus sulla musica sacra sottolineando come il canto abbia rappresentato per l’uomo un’espressione privilegiata per rivolgersi a Dio. Il tema “Traditio e riforma nella Musica Liturgica” ha contestualizzato e inserito nelle diverse epoche storiche il canto sacro. Mons. Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, nella sua Lectio Magistralis su “Il ruolo del Coro nelle Celebrazioni” ha ricordato ai coristi che il canto e la musica sono, da sempre, le vie privilegiate per arrivare a Cristo: “… Nella Liturgia, cantare sgorga da un cuore salvato dall’amore di Dio, da un cuore amato e amante, curato, capace di cantare la fede, di dare risposta all’amore di Dio. Il canto liturgico esige un cammino di preghiera e di santità perché la musica è una medicina dell’anima”. Poi i coristi hanno lasciato la sala Paolo VI dandosi appuntamento al pomeriggio, quando il padrone di casa mons. Marco Frisina ha presentato mons. Vincenzo De Gregorio, Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra che ha relazionato sul tema “Quale musica per la Liturgia? Criteri per la scelta dei canti nella Celebrazione”, sottolineando che la musica è esperienza di fede, di gioia, di Chiesa. In ultimo Padre Marko Ivan Rupnik, gesuita, ha riferito su “La Musica come contemplazione della bellezza di Dio”. Per lui “La contemplazione per i cristiani è un incontro, un’esperienza”. Sabato 22 ottobre i coristi sono in cammino verso la Porta Santa, ma non è ancora il giorno di attraversarla. E poi l’udienza con Papa Francesco, un’energia travolgente, una semplicità disarmante come quando alla fine dell’udienza scende le scale del sagrato e si avvicina a salutare un gruppo di disabili con i loro familiari. E finalmente è sera, il momento tanto atteso è arrivato. Ancora sala Nervi, sotto il “Cristo trionfatore sul male” inizia il concerto dedicato a San Giovanni Paolo II nel giorno della sua memoria liturgica. È il momento di mons. Marco Frisina che dalla tribuna si rivolge alle corali ringraziandole per la presenza e invitandole a cantare con il coro della Diocesi di Roma e il coro delle voci bianche accompagnati dall’orchestra “Fideles et Amati”. Il concerto può iniziare, due ore di canto polifonico a 10mila voci. Tutti fanno la loro parte, è contagioso. I coristi cantano all’unisono e nei momenti più intensi, in piedi, accompagnano la musica con il battito delle mani. La presenza del cardinale Stanislao Dziwisz, segretario di San Giovanni Paolo II, ha fatto vivere ulteriori emozioni. È l’alba del 23 ottobre, incontro a Castel sant’Angelo da dove inizia il pellegrinaggio verso la Porta Santa, un serpentone di persone, incolonnato, ordinato, festante si muove in direzione della Basilica di San Pietro. Mons. Rino Fisichella presiede la S. Messa animata ancora una volta dal Coro della Diocesi di Roma e dall’Orchestra “Fideles et Amati” insieme a tutte le Corali presenti. Il saluto di Papa Francesco all’Angelus è stato il momento del commiato. Il Papa, sensibile a quanto sta succedendo anche in Italia, ha invitato tutti a non “abbaiare e urlare” ma a essere pacati nel manifestare le proprie opinioni, accogliere e accettare l’altro nella sua diversità, camminandogli a fianco, ponendo attenzione alla sua voce, al suo pensiero, senza sovrastarlo ma ascoltandolo. Per i cori “Incantu de Coru” di Guspini, “Cantos e Melodias” di Villamar e quello di Senorbì è stato un momento eccezionale, di crescita, confronto, conoscenza e apertura verso nuove esperienze.

Sandro Renato Garau

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