Per San Michele Arcangelo solenne concelebrazione con Padre Roberto

La festa di San Michele Arcangelo è stata celebrata quest’anno nella comunità collinese con grande solennità anche per la presenza del vescovo mons. Roberto Carboni nel 32° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Il Vescovo è già stato in mezzo alla comunità anche in occasione della festività di Santa Maria Angiargia, accompagnando processionalmente lungo i 4 Km., quale pellegrino insieme al parroco don Marco Piano e con grande partecipazione di popolo, il simulacro della Santa dalla sua chiesetta campestre alla chiesa parrocchiale. Dopo la processione per le vie del paese con la confraternita del Santo Rosario, le associazioni parrocchiali, le Prioresse e i fedeli che hanno accompagnato il canto del Rosario in sardo, ha avuto inizio la Santa Messa animata dal coro parrocchiale. Padre Roberto ha presieduto la Concelebrazione solenne alla quale ha partecipato il parroco don Marco, don Fiorenzo Pau e tutta la comunità. All’inizio della liturgia il sindaco Francesco Cannas ha espresso parole di ringraziamento per la presenza del Vescovo, sottolineando lo spirito di collaborazione fra Istituzione civile e religiosa e l’unità di intenti. La collaborazione fra amministrazione, parrocchia e cittadini si evidenzia anche in attività significative alle quali il Vescovo è fin d’ora invitato: presepio parrocchiale, presepi rionali, presepio vivente e Via Crucis vivente. Dopo la liturgia della Parola, il Vescovo nell’omelia ha richiamato il passo dell’Apocalisse di San Giovanni, ricordandone il significato di “rivelazione” insieme all’inquadramento storico. Il messaggio è quello della speranza perché, nonostante il dolore e la sofferenza umana, Dio “prepara un cielo nuovo”. È in questo contesto che si colloca la figura di San Michele e la lotta tra il bene e il male, rappresentato anche oggi dalle persecuzioni e dal “silenzio scandaloso delle grandi potenze”, animate solo da interessi economici. Tutto il messaggio del passo biblico e del santo patrono è orientato nel mettere al centro della nostra vita Gesù ed avere con Lui un rapporto personale profondo. Prima della benedizione finale è stata donata al Vescovo, nella ricorrenza dei suoi 32 anni di ordinazione presbiterale, un’immagine di San Michele Arcangelo, segno di augurio, di vicinanza e di affetto per il suo ministero pastorale speso al servizio della Chiesa anche in terre lontane mettendosi, come ha sottolineato don Marco, alla sequela di Gesù e di San Francesco.

Antonio Corona