Celebrato il Giubileo delle tre parrocchie di Guspini

Le parrocchie dell’Unità Pastorale di Guspini (San Nicolò, San Pio X e San Giovanni Bosco) si sono ritrovate ad Ales presso la chiesa di San Sebastiano, il primo ottobre scorso, per dare inizio al Giubileo della Misericordia. Nello spirito sinodale, sono accorsi numerosi i parrocchiani di Guspini, superando il concetto di parrocchia, verso forme di comunione e di collaborazione più ampie. Così recita nel foglietto domenicale che mons. Antonio Massa propone ai parrocchiani: L’Unità Pastorale non è una formula strana, inventata da qualche prete con voglia di originalità. Il fatto è che una comunità come quella Guspinese non ruota intorno a tre campanili, ma è unita nelle vicende quotidiane, nel tessuto di rapporti di parentela, di amicizia, di aggregazioni associative, di lavoro. Per questo i giovani, gli studenti, le famiglie, i poveri, gli ammalati… sono comunque guspinesi. Le parrocchie si fanno loro vicine, ma al centro non ci sta il campanile, bensì le persone da incontrare e da servire”. Il pellegrinaggio dalla chiesa stazionale di San Sebastiano si è mosso percorrendo il corso Umberto: precede il diacono Luigi Loi con l’Evangeliario, quindi i tre parroci mons. Massa, don Giovanni Biancu e don Claudio Marras, il vice parroco di San Nicolò don Daniele Porcu e i fedeli delle tre comunità parrocchiali. In prossimità della Porta della Misericordia ci accoglie il parroco della Cattedrale, il canonico don Petronio Floris, per un momento di raccoglimento, sulla soglia. Con il canto del Giubileo “Misericordes sicut Pater”, si varca la porta. Dall’ambone, mons Massa procede all’annunzio del Giubileo e presiede la Concelebrazione con tutti i sacerdoti, con l’accompagnamento del coro guspinese diretto da don Daniele Porcu. Nella liturgia della parola ci si sofferma sulla Misericordia di Dio che ridona la vita. Così pure il passo evangelico, “Tuo fratello era morto ed è tornato in vita”, dal vangelo secondo Luca, ci ha posto in maniera forte di fronte alla Misericordia di Dio, rappresentato da quel padre che noi uomini avremmo severamente giudicato come ingiusto, ma, come ci ha ricordato il parroco di San Nicolò in questo Giubileo, il Padre ci abbraccia tutti, nonostante le nostre debolezze umane e spirituali. È un giorno di festa: facciamo festa “perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita”, e anche noi da oggi possiamo essere Misericordiosi come il Padre. Al termine della cerimonia don Petronio ha espresso la sua gioia per avere potuto condividere il Giubileo dei guspinesi, cui si sente sempre affezionato, portando anche il saluto del Vescovo, Padre Roberto, impegnato in altra sede, ma vicino spiritualmente al Giubileo dell’Unità Pastorale di Guspini. Qualche foto per ricordare l’evento e, per tutti, l’impegno a vivere la misericordia nella quotidianità della vita.

Tarcisio Agus