Il ruolo fondamentale di quattro mogoresi. Urgente necessità di attivare il ricambio generazionale in questo importante settore che rischia di scomparire definitivamente

Bilancio finale della 55a Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna

La 55^ fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna si è conclusa con un risultato finale di grande rilevanza, superiore a tutte le precedenti edizioni con ben 8.500 visitatori e 150.000 euro di vendite. Il sindaco Sandro Broccia, soddisfatto per il successo di questa edizione, precisa che il positivo risultato si deve anche ai quattro giovani mogoresi, esperti nei vari settori, ai quali il Comune aveva affidato l’organizzazione della Fiera. Il 6 ottobre 2016, è stato già programmato un incontro con questi giovani laureati mogoresi che, attualmente, studiano e lavorano nella penisola e in diversi paesi europei. Un altro aspetto importante, che ha contribuito al successo di questa edizione, secondo il sindaco, è dovuto anche ai maggiori contributi finanziati dalla Regione Sarda, dalla Fondazione di Sardegna e dall’Unione dei Comuni, utilizzati per la promozione della pubblicità, per gli arredi e per le spese di gestione. Un’altra importante novità è stata la recente presentazione alla Regione di un progetto, riguardante il potenziamento e la formazione nel settore tessile e nel turismo “esperienziale” – fa parte dell’impegno collettivo dell’Unione dei Comuni del nostro territorio – che si dovrebbe realizzare entro il prossimo novembre. L’impianto organizzativo di questa 55^ edizione comprendeva sei assistenti operatori, due operatori e un coordinatore coadiuvati da sette giovani assistenti. Nel settore della tessitura tradizionale, hanno esposto quest’anno 17 artigiani provenienti da Cagliari, Samugheo, Nule, Decimomannu, Isili, Atzara, Aggius, Pabillonis, Bolotana, Ulassai, Villamassargia e Mogoro. Nel nostro paese reggono il mercato due realtà, costituite dalla Cooperativa “Su Trobasciu” e dalle due sorelle Fatteri, per un totale di sette socie della cooperativa (in attività dal 1978) presieduta da Vilda Scanu e dalle due sorelle Fatteri, per un totale di nove lavoratrici. Emerge ormai l’urgente necessità di attivare il ricambio generazionale in questo importante settore che rischia di scomparire definitivamente entro pochi anni. Le sorelle Fatteri, con trent’anni di attività, sono attualmente collegate con la “designer” Romina Pilloni, che vende i loro prodotti nel suo negozio di Monaco in Germania (soprattutto tappeti e cuscini), attraverso un interessante progetto articolato fra tradizione e novità. Inoltre hanno recentemente realizzato, col tessuto delle bisacce sarde tradizionali, in collaborazione con l’artigiano Marco Caria, il montaggio della nuova biblioteca di Masullas. La cooperativa tessile “Su Trobasciu”, intanto, continua a portare avanti l’antica tradizione delle donne mogoresi che producevano gli elementi del corredo comprendente il tovagliato, le coperte, i tappeti e gli arazzi. Non è cambiata, nel tempo, la tecnica di lavorazione su telai manuali attraverso l’utilizzo delle fibre naturali, dalla lana al cotone e al lino, con i preziosi arazzi dove appaiono il liocorno, i cavalli e i fiori. I tappeti sono lavorati con la tecnica “a pibiones”, mentre gli arazzi sono realizzati con la tecnica detta “a bagas”. I motivi iconografici di tipo geometrico, antropomorfi e fitomorfi riportano, molto probabilmente, antiche reminiscenze derivate dall’arte bizantina. Colpisce la fantasia dei visitatori lo splendido arazzo della cooperativa “Su Trobasciu” dedicato ai versi di uno dei più grandi poeti sardi del nostro Novecento, Franziscu Masala, con la poesia, impreziosita da multiformi fili dorati, “Manzanile de sa tessidora”: Cantan sos puddos, che sos cardinales / a manzanile, in berritta ruja, / e su telarzu zoccat in su coro, (Cantano i galli, come cardinali / a mattutino, col cappello rosso, / mentre il telaio batte contro il cuore)… Tres stramas pro sos sonnios, / tres tramas pro sa sorte: / sa bianca pro sa vida, / sa rujia pro s’amore, / sa niedda pro sa morte. (Tre trame per i sogni, / tre trame per la sorte: / la bianca per la vita, / la rossa per l’amore, / la nera per la morte). L’artigianato artistico mogorese, e sardo in generale, è un mondo che merita di essere esplorato più a fondo e valorizzato come merita.

Franco Sionis