Sabato 7 luglio, ordinazione sacerdotale di fra Marco Cauli, figlio di un carabiniere di Gonnoscodina

“Il pensiero di un Dio che ama l’uomo a tal punto da farsi uomo e abitare fra gli uomini cominciò ad affascinarmi in maniera irresistibile”

Nel sacerdozio di Marco Cauli, che il 7 luglio riceverà l’ordinazione presbiterale a Brescia, nella chiesa di S. Pietro in Oliveto, una piccola parte appartiene a Gonnoscodina. Nel pendio collinare tra la Giara di Gesturi, Siddi e il Monte Arci, Marco ha trascorso le vacanze di bambino e di adolescente. Un appuntamento annuale obbligato al seguito di papà Gabriele, carabiniere in servizio nel Trentino, che non ha mai voluto rescindere il cordone ombelicale che lo lega al suo paese di nascita, alle tradizioni marmillesi, alla terra dei suoi padri.

Fra Marco del Volto Santo, dell’Ordine dei Frati Scalzi della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, è da qualche tempo il suo nome da religioso, attualmente in missione nel convento carmelitano di Snagov, poco a nord di Bucarest. Una vocazione adulta, quella di fra Marco, che giunge al sacerdozio a 41 anni. “Sono nato in una famiglia cattolica, che mi ha cresciuto nella fede e mi ha insegnato i fondamenti della religione cristiana.

Ho vissuto a Vigolo Vattaro (TN), un piccolo paese di montagna. Nell’infanzia – racconta il giovane carmelitano – frequentavo la parrocchia tutte le settimane, partecipavo alla catechesi, ero nel gruppo dei ministranti”. Come spesso avviene, terminata la scuola dell’obbligo, la “grande fuga” dalla parrocchia. “Col liceo sono uscito dalla vita “protetta” del paese e mi sono inserito nella vita più movimentata della città. Nel nuovo ambiente – dice fra Marco – ho cominciato ad allontanarmi dalla vita della parrocchia e, un po’ alla volta, ho cominciato ad allontanarmi dalla Chiesa e dalla religione. All’età di 18 anni la mia vita di fede era ridotta alla saltuaria frequenza della messa domenicale”.

Quando la crisi sembra più forte il Signore bussa alla porta di Marco Cauli. “Mi trovavo in un momento di difficoltà nel quale alcuni amici mi avevano duramente criticato ed io ero caduto in uno stato di smarrimento. Cominciai allora a domandarmi: “Io chi sono veramente? Cosa voglio diventare nella mia vita?” Allora per la prima volta nella mia vita comparve improvvisamente nella mia mente un pensiero sorprendente, che non poteva venire da me, perché era un pensiero che mi spaventò molto: “fare il prete”“.

Prima di allora il giovane trentino, parenti a Gonnoscodina, non aveva mai nutrito il desiderio di essere prete. Senza “neanche un prete per chiacchierare “, nel suo oratorio personale, fa un discernimento autogestito e conclude: il “pensiero di farmi prete era frutto del mio stato psicologico di smarrimento e confusione”.

Abbandona completamente la religione e comincia a costruire la vita sui valori che venivano dal mondo. Frequenta l’Università, che abbandona, e comincia a lavorare. Diversi mestieri, prima dell’impiego in una libreria. “Un lavoro che mi piaceva anche perché mi è sempre piaciuto leggere”. “Il pensiero di un Dio che ama l’uomo a tal punto da farsi uomo e abitare fra gli uomini cominciò ad affascinarmi in maniera irresistibile. La bellezza del Signore cominciò a suscitarmi nostalgia di Lui. Un po’ alla volta – dice fra Marco – ricominciai a pregare, mi riavvicinai alla Chiesa, al sacramento della riconciliazione prima e poi all’Eucaristia”.

“Mi rivolsi all’unica persona di chiesa che allora io conoscessi e che era un frate che negli anni mia madre aveva insistito per farmi conoscere. Mi rivolsi a lui – racconta fra Marco – e con lui scoprii la bellezza della nostra fede, del nostro Dio e del suo amore per noi. Ripresi in mano la questione della mia vocazione riuscendo a non avvertirla più come un’imposizione che soffoca la mia libertà ma come una promessa di una felicità immensa e un dono d’amore per compiere la mia libertà”.

Tutto l’altro viene di conseguenza: ingresso in convento a Treviso il 1ottobre 2010. Studi di teologia a Brescia, poi professione solenne, diaconato a settembre dello scorso anno e il 7 luglio sacerdote a Brescia nella chiesa di S. Pietro in Oliveto”. Le sorprese di Dio non finiscono mai. “Arrivederci a Gonnoscodina”.

Mario Girau