Il reddito pensionistico nel Medio Campidano è di quasi tre mila euro annui inferiore rispetto a quello nazionale

Nel mese di novembre 2016 sono stati pubblicati, dall’Osservatorio dell’INPS, i dati relativi alle prestazioni pensionistiche e beneficiari del sistema pensionistico italiano al 31 dicembre 2015, estratti dall’archivio amministrativo del Casellario centrale dei pensionati, aggiornato a giugno 2016. Dai dati messi a disposizione risulta che al 31 dicembre 2015 le pensioni erogate in Italia sono poco più di 23 milioni, per un ammontare complessivo annuo di 280 milioni di euro, che corrisponde ad un importo medio annuo di 12.136 euro. Quanto pubblicato dall’Osservatorio dell’INPS, mette in evidenza, oltre alle pensioni erogate, il numero dei beneficiari percettori di pensione. I due dati si divaricano perché, in molti casi, delle persone percepiscono due e talvolta tre assegni. Infatti, i beneficiari di prestazioni pensionistiche sono 16 milioni e duecento mila, contro 23 milioni e cento mila di prestazioni erogate, per cui ognuno di loro ha percepito in media 1,4 pensioni, anche di diverso tipo. Per quanto riguarda le pensioni, si rileva, leggendo una nota a cura del Presidente del Comitato Provinciale dell’INPS di Cagliari, Fabrizio Carta, che in Italia vi sono 38 pensioni ogni cento abitanti, nelle Isole ve ne sono 35 ed in Sardegna 39, l’uno per cento in più rispetto al dato medio nazionale. Nelle province sarde si va dal 52 per cento di Carbonia-Iglesias al 32 per cento di Olbia- Tempio, passando per il 42 per cento del Medio Campidano, il 44 per cento di Nuoro, il 43 per cento di Oristano ed il 41 per cento di Sassari. Il numero delle pensioni però non coincide con quello dei pensionati, che è di gran lunga inferiore. Il numero delle pensioni erogate non è lo stesso del numero dei beneficiari. “I due dati si divaricano, specifica il Presidente Fabrizio Carta, perché in molti casi, delle persone percepiscono due e talvolta tre assegni. I pensionati che riescono a sommare più pensioni, spesso con cifre molto basse, sono circa 200 mila in tutta la Sardegna, a fronte di 643 mila e 208 pensionati totali, il 31 per cento. Si sfata così un luogo comune, ha puntualizzato Carta, che in Sardegna, la percentuale delle persone che percepisce più di una pensione sia inferiore al dato nazionale. Non risulta vero, come si vuol far apparire, che la Sardegna, più di altre regioni, viva degli assegni sociali. La Sardegna non è la regione con più vitalizi, la percentuale dei vitalizi sociali del resto del Paese è di gran lunga superiore”. Circa il reddito pensionistico, dall’Osservatorio dell’INPS si rileva che, quello nazionale si attesta su 12.136 euro annui. Quello dell’Isola è nettamente inferiore con 11.231 euro medio annui, circa 900 euro in meno della media nazionale. Lo scarto negativo è molto più elevato se si mettono a confronto i dati disaggregati per provincia, dove risulta che in provincia di Cagliari si raggiungono 12.561 euro, a Sassari 11.354 euro, a Carbonia- Iglesias 11.555, ad Olbia-Tempio 10.892 euro, ad Oristano 10.013 euro, in Ogliastra 9.707 euro e nel Medio Campidano 9.598 euro. Come si può notare, accanto a Cagliari, Carbonia-Iglesias e Sassari, che si avvicinano agli importi medi nazionali, vi sono province, come il Medio Campidano e l’Ogliastra, che hanno importi medi inferiori di quasi tre mila euro annui rispetto a quello nazionale. “È evidente, conclude la nota del Presidente del Comitato Provinciale dell’INPS di Cagliari, che dai dati dell’Osservatorio, ci si può sbizzarrire e tirar fuori tante altre statistiche, ma ritengo che l’elemento essenziale da rilevare è che la Sardegna non vive di pensioni più delle altre regioni italiane, anzi!!!”. Un fatto è certo, il Medio Campidano, anche sui dati pensionistici, come quelli del reddito e del lavoro, continua ad essere la provincia cenerentola della regione e dell’Italia. Questo dato dovrà smuovere le coscienze dei nostri rappresentanti politici per porre in campo tutto l’impegno per perseguire una vera inversione di tendenza, e favorire una ripresa dello sviluppo economico, sociale ed occupazionale.

Sergio Concas

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