È il modo più diffuso per contrastare la disoccupazione soprattutto giovanile e i capricci del mercato del lavoro

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Tra poco più d’un mese l’Istituto Nazionale di Statistica ci presenterà il report completo e analitico sul mondo del lavoro in Italia e nell’isola. “Nuovo Cammino” in questo numero esamina la situazione lasciata in eredità dall’anno 2015 sul fronte delle forze del lavoro e degli occupati per settore. Nel prossimo numero si fermerà a esaminare la disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Il mercato del lavoro regionale: le forze di lavoro Stando a quanto riportato dall’ISTAT nell’indagine continua sulle forze di lavoro, nel 2015 (ultimo dato annuale disponibile) le forze di lavoro ammontavano a 683,7 mila unità 10 mila in più rispetto all’anno precedente ma 10 mila in meno nei confronti del 2012. Specificando la composizione della forza lavoro, sempre in base a quanto riportato dall’ISTAT, si ottiene la situazione esposta nella tabella seguente. La tabella N1 mette in mostra come, a partire dal 2009, la forbice fra “occupati” e “persone in cerca di occupazione” sia venuta riducendosi costantemente di anno in anno. Sebbene fino al 2011 la percentuale di occupati fosse in un intorno del 86%, con un decremento nel 2012 di 1,9 punti percentuali, a partire dal 2013 si è avuta una drastica riduzione con valori che fino al 2015 son rimasti in un intorno del 82%, con un punto di minimo nel 2014 che si fermava a 81,4%. Gli occupati per settore Scorporando il valore degli occupati per settore economico si può avere un’idea della capacità dei settori stessi di assorbire forza lavoro, di quali rappresentino un traino per l’economia isolana e di quali invece stiano vivendo una fase di declino. L’importanza di questo dato è legata all’informazione che fornisce dal punto di vista della composizione del tessuto sociale (tabella N2). Il numero degli occupati in Sardegna segue un andamento crescente a partire dal 2009, con un picco massimo nel 2011 che vedeva 585.500 occupati suddivisi in 350.375 maschi (59,5%) e 239.125 femmine (40,5%). A partire dal 2011 il numero di occupati è sceso fino al minimo del periodo registrato nel 2013 con 546.331 occupati con le stesse proporzioni di genere del 2011. Nel 2015 il numero di occupati è risalito fino a 565.051 con un incremento dell’occupazione femminile di 1,3 punti percentuali (41,8% pari a 236.121 donne occupate). Sebbene in termini percentuali la divisione per genere subisca un miglioramento, in termini assoluti il 2015 fa registrare 3000 donne occupate in meno rispetto al 2011 e 6000 rispetto al 2012.

Franco Manca & Nicola Manca

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