“La Regione ha abbandonato il mondo agropastorale schierandosi con i trasformatori”

Coldiretti ancora una volta sul piede di guerra. Il motivo? “La politica regionale si è schierata. Ha deciso di stare dalla parte dei trasformatori e non dei pastori”: è quanto si legge in un comunicato ufficiale della Coldiretti Sardegna, in risposta al voto della Commissione Bilancio, che il 23 febbraio scorso, ha destinato 14 milioni di euro al ritiro del Pecorino romano. “È chiara e palese volontà della Regione di ignorare i pastori e pensare solo ai trasformatori”, dice la Coldiretti. “Ancora una volta – si legge nella nota dell’organizzazione di contadini e pastori – c’è una parte della filiera che guadagna e una che paga. Le colpe della crisi, come dimostrano i fatti, sono solo di una parte. Di quella che non ha saputo programmare producendo più Romano, la stessa che oggi si porta a casa anche i soldi pubblici. E presto guadagnerà il doppio visto che sta producendo poco Pecorino romano: – 34,35%. I pastori sono stati per un anno accusati falsamente di produrre troppo latte e poi costretti a pagare gli errori degli altri con un prezzo del latte da miseria, lontano dai costi di produzione. “Non possiamo essere soddisfatti di una politica di parte. La Giunta come abbiamo più volte ribadito – sostengono il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba – avrebbe dovuto fare fronte comune e pretendere dal Governo centrale di integrare le risorse per il bando degli indigenti con somme proprie, destinando i fondi regionali direttamente ai pastori, le vere e sole vittime di questa crisi. Notiamo invece che il problema è sottovalutato, come è stato dimostrato sabato quando il dramma dei pastori e dell’agricoltura sarda è stato sottaciuto al presidente del Consiglio in visita istituzionale a Cagliari”. Visto che ormai si è deciso di proseguire su questa direzione la Giunta e il Consiglio regionale dovranno garantire: RICADUTE AI PASTORI. Il bando degli indigenti e tutte le iniziative devono essere condizionate ad un aumento certo del latte; NO SPECULAZIONI. I soldi del bando devono essere utilizzati solo ed esclusivamente per ritirare il Pecorino da chi l’ha prodotto. Sarebbe immorale comprare pecorino da chi l’ha acquistato a prezzi stracciati dalle cooperative in difficoltà economica che si ritroverebbe adesso a vederlo a prezzi più alti. Non si può permettere a nessuno di speculare sulle spalle e degli indigenti. “La mobilitazione di Coldiretti Sardegna continua – sottolineano Battista Cualbu e Luca Saba –. Presto scenderemo nuovamente in piazza con azioni ancora più forti. È l’unica strada da percorrere con una politica sorda e lontana dai problemi reali di chi lavora. A quasi un mese dalla manifestazione dei 5 mila a Cagliari dalla Regione abbiamo sentito e visto solo azioni a favore dei trasformatori e neppure una parola sulla crisi dell’agricoltura. Stiamo mettendo in campo nuove azioni che a giorni comunicheremo e vista la situazione in cui versa l’Isola, l’agricoltura non è che il primo settore dell’economia che si ribella a questo sistema”.