Promulgata il 24 ottobre 2016 taglierà oltre 300 norme inutili e superate

Attesa da sempre, finalmente arriva la legge – porta il numero 24 e la data del 20 ottobre 2016 – che riduce i costi e gli oneri amministrativi gravanti su i cittadini e sulle imprese e semplifica i procedimenti burocratici. Nel contesto della norma, all’art. 6, la Regione Sardegna: “riconosce e adotta un linguaggio non discriminante rispetto all’identità di genere”. Tema, quest’ultimo, che ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica, ponendo in secondo piano l’essenza stessa della legge. Anche se dobbiamo dire che di fatto stava già prendendo piede nel linguaggio comune, chiamare il sindaco donna “Sindachessa” o l’architetto donna “Architetta”. Le finalità e gli obiettivi della legge tendono alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, in particolare al riordino della pubblica amministrazione perché che si renda capace di dare in tempi certi risposte ai cittadini, oggi spesso vessati da norme tortuose e procedimenti farraginosi, spostando nel tempo risposte che potrebbero esser date in tempi rapidissimi. Uno dei punti cardine riguarda la riduzione delle norme in essere, la cosiddetta “taglialeggi”, per una amministrazione più moderna. “L’obiettivo di questa legge, ha affermato il presidente Pigliaru, è cambiare in meglio la vita dei cittadini rendendo la macchina amministrativa più moderna ed efficiente”. Quindi a breve si dovrà metter mano al taglio di 300 leggi inutili ed obsolete, comprese tra il 1949 e il 1969. Da subito si dà il via anche allo “Sportello Unico” per le attività produttive e per l’edilizia, tema diffuso per le pratiche quasi quotidiane in questi fondamentali settori, soggetti ad iter burocratici che ritardano enormemente l’avvio delle attività, elemento di non poco conto, visto che la rapidità di inserirsi nel mercato imprenditoriale e dei servizi può esser determinante ai fini del buon avvio dell’impresa. Altro tema nel quale gran parte dei cittadini ha o ha avuto a che fare, quando si chiede l’autorizzazione ad edificare la propria abitazione o fare dei lavori aggiuntivi o di restauro; ci sono i famosi 30 giorni entro il quale l’amministrazione deve rispondere, ma spesso questo non basta perché la mancanza di un documento o una dichiarazione non precisa interrompe i termini e per una risposta i tempi si allungano a dismisura. D’ora in poi ci sarà il SUAPE (Sportello per le attività produttive e per l’attività edilizia) che raggrupperà il SUAP (lo sportello delle attività produttive) ed il SUE (le competenze dell’edilizia). Ebbene ora con questa legge si vuole invertire il rapporto tra la pubblica amministrazione ed i cittadini, ai quali sono affidate le comunicazioni di inizio attività tramite il SUAPE e all’amministrazione è riservato il controllo. Con la suddetta legge si cerca di fissare anche i termini dei procedimenti amministrativi, che si devono concludere entro un termine inferiore a trenta giorni e quelli che si devono concludere oltre i trenta giorni non possono andare oltre i novanta. Anche nei casi dove fosse necessario l’intervento di più soggetti per il rilascio di un’autorizzazione, questi devono operare contestualmente, e non come oggi che ogni ente coinvolto si prende il suo tempo prima di esprimere il parere. Sino ad ora il cittadino doveva far richiesta ed aspettare l’autorizzazione o la concessione edilizia relativa e spesso quando dovevano esprimersi diversi soggetti, l’attesa poteva durare anni. In questo nuovo processo farà la parte da leone l’ampia diffusione dei servizi digitali per una concreta semplificazione ed innovazione, tra le pubbliche amministrazioni locali ed i cittadini. Più telematica e sempre meno carta, agli uffici della amministrazione pubblica della Sardegna sarà vietato chiedere copie cartacee. Come si evince dalla riflessione suddetta, l’apparato Regionale e della Pubblica Amministrazione è fortemente chiamata in causa: “Le norme hanno positive ripercussioni anche sul sistema di valutazione dei dirigenti perché delineano un quadro più chiaro del ruolo e delle responsabilità delle figure apicali, un aspetto che rafforza il processo di miglioramento e modernizzazione dell’apparato amministrativo avviato da questa Giunta nella prima metà della legislatura”, così l’assessore Demuro, sottolineava nella conferenza stampa di presentazione del 12 ottobre scorso. Interessante è quanto previsto anche dall’art.22, sull’indennizzo e danno da ritardo. In caso di inosservanza dei termini di conclusione del procedimento, il cittadino può chiedere una somma di denaro a titolo di indennizzo, stabilito in 50 euro per ogni giorno di ritardo, fino ad un massimo di 2000 euro. Resta invariato per il cittadino, il diritto al risarcimento danno, nelle forme previste dalla legislazione statale. Ora la Giunta ha sei mesi di tempo per l’elaborazione dei Testi Unici per dare piena attuazione alle disposizioni contenute in questa importante norma.

Tarcisio Agus

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