Non è bello scoprire che tra di noi si nascondono dei xenofobi.

La nostra gente – esempio di solidarietà, pronta a mobilitarsi per tutti e a sfilare, nel nome della condivisione, sotto bandiere di qualsiasi colore – guarda intorno e vede un piccolo, non più nascosto, seme razzista. Tutti sperano sia stato portato a Villacidro da qualche trasfertista dell’imbecillità. Ma è meglio non illudersi. Il messaggero anonimo, infatti, costruisce la sua sfrontata provocazione facendo leva su disagio, precarietà, incertezza e rinunce generati da una quasi decennale crisi economica che travaglia la Sardegna, in particolare il nostro territorio, il più povero d’Italia. “Stop ai negri, soldi ai sardi”, ha scritto l’autore dell’indecente volantino. Un argomento …monetario sempre di grande audience. Soprattutto tra coloro che in questi anni hanno visto decadere il loro tenore di vita e fare i conti con qualche inatteso “taglio” al benessere quotidiano. “Prima quelli di casa e poi gli stranieri”, è il commento che si sente frequentemente ripetere anche tra bempensanti e generosi a intermittenza. La capacità di accoglienza collettiva, garantita in ogni Comune del nostro territorio, potrebbe entrare in crisi quando interroga le singole persone. Gli amministratori difendono, giustamente, il buon nome comunale, ma loro concittadini, chiamati in causa, sono pronti a fare il buon samaritano? Dice Papa Francesco, rivolto ai profughi: “Chi come voi è fuggito dalla propria terra a causa dell’oppressione, della guerra, di una natura sfigurata dall’inquinamento e dalla desertificazione, o dell’ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui dividere il pane, la casa, la vita”. Il nostro pane e la nostra casa, o soltanto quelli del Comune. Molte le condanne per stigmatizzare il delirante volantino: politici, amministratori comunali, sindacati. Tutti contro il grave atto. Tutti vogliono contribuire ad isolare coloro che, facendo leva sulla paura e sull’insicurezza delle persone, cercano di seminare il germe dell’intolleranza e della discriminazione in un tessuto sociale fondamentalmente sano ed inclusivo, ma che ha bisogno di più dialogo, confronto e interventi di merito. Scrive in una nota la segretaria Cisl Lorena Zuddas: “La diffusa e crescente povertà delle nostre comunità locali spesso non aiuta a sostenere i processi di accoglienza e di integrazione degli stranieri, che sempre più numerosi arrivano nei nostri piccoli e piccolissimi paesi. Un impatto non sempre del tutto privo di conseguenze, come comprensibile, che va gestito, sostenuto e preso in carico dalle Istituzioni preposte affinché nessuno resti solo e senza il necessario sostegno. La preoccupante crescita dei crimini e degli atteggiamenti razzisti impone un impegno straordinario a tutti i soggetti coinvolti, affinché possa essere urgentemente individuata una efficace strategia di contrasto alla discriminazione ed all’esclusione.

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