Mogoro. In una teca alla base dell’altare maggiore, il “tesoro” della chiesa di San Bernardino. Nel 1604 due Ostie consacrate caddero sulla pietra

Nella chiesa parrocchiale San Bernardino a Mogoro viene conservata, in una teca posizionata alla base dell’altare, la pietra del Miracolo eucaristico, accaduto il lunedì dopo Pasqua del 1604. Riportiamo la descrizione fatta dallo storico diocesano mons. Severino Tomasi e pubblicata su “Nuovo Cammino” del 3 aprile del 1958.
Il giorno di Pasqua 16 aprile 1604 [grazie alla ricerca di Giovanni Giacu, sappiamo che si trattava del lunedì di Pasqua, ovvero del 19 aprile 1604, n.d.r.], mentre il Rettore di Mogoro Sacerdote Salvatore Spiga distribuiva la S. Comunione, essendosi accostati alla sacra mensa alcuni indegni, la sacra particola, come se bruciasse la loro lingua, fu da ciascuno di essi lasciata cadere sulla pietra della balaustrata. I sacrileghi, pieni di confusione, si dileguarono: le sacre Particole furono raccolte, e la pietra fu accuratamente lavata, come prescrive la legge ecclesiastica per i casi in cui l’Ostia consacrata venga a cadere a terra.
Ma quella pietra cosi lavata manteneva sempre la traccia delle due particole: e quanto più si lavò e si raschiò la pietra, tanto più chiare rimasero quelle impronte. Questo è il racconto che ne fanno gli storici, e, fra gli altri, il sacerdote Pietro Cossu ed il Padre Casu. I sopraddetti storici parlavano degli accertamenti fatti dal Vescovo del tempo, che fu Mons. Antonio Surreddu, e da Vescovi posteriori: ma nella curia di Ales oggi quei documenti non esistono. Abbiamo però validi argomenti in conferma.
Prova irrefutabile è anzi la pietra stessa, ancora esistente, che presenta ben chiari due cerchietti come impronte di due particole. Costante è la tradizione del miracolo in Diocesi, e principalmente nella popolazione di Mogoro. Argomento della verità del miracolo è la venerazione in cui questa pietra fu tenuta nei secoli precedenti, quando era conservata in apposito armadietto situato dentro la struttura dell’Altare Maggiore. Ce ne fa fede un atto pubblico rogato dal Notaio Pedro Antonio Escano il 25 maggio 1686, con cui il Rettore di Mogoro fa contratto per l’erezione di un tempietto di legno dorato sulla sommità dell’altar maggiore: tempietto che alla base deve contenere una concavità per accogliervi la “pietra del miracolo”, la quale vi dovrà essere conservata racchiusa entro una decorosa scatola, e collocata in modo che possa essere veduta dai fedeli.
Quest’atto, abbiamo letto, è del 1686; né in quel tempo, rinnovando l’Altare Maggiore, si sarebbe avuta preoccupazione della custodia della pietra del miracolo se già precedentemente nel vecchio altare non ci fosse stato qualcosa di simile. Perciò è legittimo concludere che anche nei primi ottant’anni della data del miracolo sia stata tenuta in grande considerazione la pietra che ne riteneva l’impronta. Tuttavia è testimone del miracolo l’istituzione, che al tempo di esso fu fatta, di una Confraternita intitolata al Santissimo Sacramento, la prima che si sia istituita in tutta la Diocesi
”.
Oltre ai documenti scritti – alcuni sono andati perduti – altra testimonianza autorevole è la processione del Santissimo Sacramento che, fin dal XVII sec., si è sempre tenuta a Mogoro in ricordo del Miracolo (dal 2010, si tiene il sabato dell’Ottava di Pasqua).

Anniversario

Sabato 22 aprile Le Celebrazioni in parrocchia

Celebrazioni in occasione dell’anniversario del Miracolo Eucaristico Sabato 22 Aprile Ore 18, S. Messa nella Chiesa Parrocchiale. Ore 19, Processione Eucaristica e, a seguire, tradizionale concerto dei Campanari. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito internet della Parrocchia: http://parrocchiasanbernardinomogoro.blogspot.it/
Per una visita guidata chiamare lo 0783.991898

 

 

 

Articolo intero su Nuovo Cammino n.7, pag. 5.

Ettore Melis