Pabillonis. Inizia nella domenica in Albis la settimana del Vescovo tra la gente

Per alcuni mesi celebrazioni nel salone

Il vescovo mons. Roberto Carboni si appresta a visitare la comunità pabillonese, ma dovrà iniziarla fuori dalla chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Vergine della Neve, chiusa per importanti lavori di restauro. Sarà il salone parrocchiale costruito a fianco della canonica a ospitare, come da qualche mese, le Liturgie con il Vescovo, i momenti di preghiera e di adorazione eucaristica. Altri momenti significativi della Visita Pastorale saranno vissuti nelle chiese succursali: San Lussorio martire nella campagna, San Giovanni Battista in centro e la Madonna di Fatima in periferia.

Al Precursore di Gesù, San Giovanni Battista, la cittadina dedica due feste: una il 24 giugno l’altra il 29 agosto, “sa festa manna”, che registra una grande partecipazione di fedeli. Fin dall’arrivo in parrocchia, nel 2015, il parroco don Luca Pittau ha valorizzato la religiosità popolare manifestata in paese da una decina di feste coordinate da altrettanti Comitati, registi dei festeggiamenti solenni e partecipati con immancabile corollario di bandiere, cerimonie e liturgie. Ecco alcune di queste feste: Sant’Isidoro, Beata Vergine della Neve, san Lussorio, San Giovanni due volte l’anno, Nostra Signora di Fatima, Sant’Antonio abate, SS. Sacramento, San Francesco.

Questo ambito importante e significativo di religiosità popolare – dice don Luca – si innesta nella struttura pastorale della parrocchia i cui pilastri si chiamano catechesi, famiglia, liturgia, carità e missione”. Ovviamente primato formativo alla catechesi dalla seconda elementare alla seconda media: circa 150 ragazzi iscritti, suddivisi in 6 classi ciascuna delle quali affidata a due, qualche volta anche tre, catechiste. “Cerco di essere presente – aggiunge il sacerdote – a tutti gli incontri settimanali, se non alla lezione almeno all’accoglienza dei ragazzi e delle loro famiglie. Per quanto riguarda il post-cresima, problema pressoché universale della pastorale giovanile, quest’anno si è riusciti a costituire un gruppo di una quindicina di ragazzi che si incontra periodicamente e finora è stato parte attiva del Grest in qualità di aiuto animatori”.

Quest’anno i ragazzi hanno accompagnato il parroco portando le Palme benedette ai malati dell’ospedale di San Gavino. La catechesi per gli adulti è meno istituzionalizzata, ma non per questo improvvisata. Nei periodi forti dell’anno liturgico si privilegia la meditazione della Parola di Dio. Una catechesi straordinaria, invece, nel mese di maggio quando ogni giorno la Madonna scende nelle piazze, nei rioni, nei vicinati del paese: sarebbe il caso di dire “si fa tutta a tutti” con una grande concorso di fedeli che rendono omaggio alla Vergine. “Qualche volta anche cento fedeli – dice don Luca – veramente protagonisti della preparazione e realizzazione di questi incontri di preghiera mariana ai quali partecipano anche i giovani”.

Momenti comunitari con la famiglia in primo piano, oggetto e soggetto di pastorale. “Coinvolgere” è uno dei verbi coniugati con maggiore entusiasmo da don Pittau. “Cerco di farlo anche con i papà dei bambini della Prima Comunione. A loro affido – dice il giovane parroco – la realizzazione del presepe, premessa per un lavoro di gruppo che culmina con la festa del papà il 18 di marzo con la Messa e una cena con i genitori dei bambini del catechismo”. Il presepe ha trovato accoglienza anche nei rioni: ne sono stati realizzati ben 34, con diverse tecniche e sensibilità.

Sempre per “coinvolgere”, don Luca non esita a ricorrere alla forza della tradizione, rilanciando due confraternite in stand by da 20 anni. “Abbiamo fatto ripartire le confraternite del Purgatorio e del Rosario, anche queste formate dai papà dei bambini del catechismo diventati il polmone di diverse iniziative parrocchiali. Uomini tra 35 e 60 anni che si incontrano una volta al mese, tra l’altro col proposito – riferisce don Luca – di ripristinare alcune preghiere del devozionario poetico sardo e accompagnare le processioni che si svolgono in paese”.

Tradizioni religiose, liturgia e Messa: senza ricadute pratiche sarebbe un modo incompleto di vivere la fede. Ecco perché la parrocchia indica la frontiera della carità, presidiata da un gruppo di volontari che si riunisce ogni settimana per assistere con viveri e generi di prima necessità circa quaranta persone. “Cerchiamo di potenziare la cultura della solidarietà con manifestazioni specifiche per Natale e in Quaresima. Quest’anno inoltre abbiamo finanziato l’adozione a distanza di cinque bambini delle Missioni. Un gruppo missionario da un anno ci aiuta a superare i confini parrocchiali e diocesani per guardare alla fame e alle malattie dei popoli del terzo e quarto mondo, che cerchiamo di aiutare mobilitandoci con l’Ottobre missionario e l’Infanzia Missionaria il giorno dell’Epifania. Due suore originarie di Pabillonis, inoltre, ci aiutano a dare continuità quest’opera di sensibilizzazione verso i lontani”.

Per giovani e giovanissimi l’oratorio è il riferimento durante il “Grest”, quando i locali parrocchiali sono invasi, nei due turni quotidiani, da quasi 150 ragazzi, che il mercoledì possono fermarsi fino alle 23. “La parrocchia risente della situazione del territorio, soprattutto della mancanza di lavoro, della poca tranquillità che il precariato genera in diverse famiglie. Ma si deve proseguire nell’impegno”. Per diversi mesi il salone parrocchiale resterà adibito a chiesa, e inevitabilmente le attività oratoriane saranno un po’ ridimensionate. Da ricordare ancora i gruppi presenti in parrocchia: Terz’Ordine francescano, due confraternite, prioresse, coro, Caritas, catechiste, animatori Grest, ministri straordinari, gruppo pulizia della chiesa, comitati per i festeggiamenti, Apostoli di Maria, gruppo missionario, giovani post-cresima.

Ogni giorno il paese registra tre chiese aperte (la parrocchia, San Giovanni e Madonna di Fatima costruita nella zona nuova del paese), con una buona partecipazione alla messa feriale: “Anche 60 persone”, dice soddisfatto don Pittau con un dato da far invidia a molti parroci di città. Pabillonis l’Eden della chiesa diocesana? “No. In piccolo abbiamo gli stessi problemi di una parrocchia urbana: calo sensibile in estate di presenze a Messa; convivenze, qualche protagonismo di troppo. Nonostante tutto è una comunità che si mette in gioco”.

Da domenica 28 aprile, con l’arrivo del Vescovo in piazza Madonna di Fatima, la realtà parrocchiale e civile vivrà occasioni di ascolto, di dialogo e di confronto col Pastore della diocesi. Per riscoprire le ragioni della fede e dell’impegno di testimonianza che il cristiano, guidato dalla Parola di Dio, deve condividere con tutti.