Il ricordo nel centenario della sua nascita:
sacerdote infaticabile a Villacidro e in diocesi,
come canonico penitenziere ad Ales

Can. Isidoro Manias

Don Isidoro Manias nacque a Lunamatrona il 19 dicembre 1916 da una famiglia benestante. Scoprì la sua vocazione al sacerdozio frequentando il gruppo del servizio liturgico parrocchiale curato dal parroco canonico Salvatore Sida, nativo di Villacidro. Frequentò il Ginnasio nel seminario di Ales per passare poi al Seminario Regionale del Sacro Cuore di Gesù a Cuglieri. Fu ordinato sacerdote a Lunamatrona, da mons. Francesco Emanuelli, il 20 agosto 1939 insieme a don Virgilio Setzu, suo compaesano. Venne nominato vice parroco della parrocchia di San Nicolò in Guspini, retta dal canonico Raffaele Cabitza e fu anche assistente diocesano di Azione Cattolica. Settant’anni fa, nell’estate del 1946, ricevette da mons. Giuseppe Cogoni, arcivescovo di Oristano e amministratore apostolico di Ales, l’incarico di attivarsi per la fondazione della nuova parrocchia di Sant’Antonio di Padova in Villacidro creandone i presupposti per una erezione canonica. Don Manias si adoperò con il suo impegno e la sua buona volontà per plasmare questa nuova comunità che sarebbe dovuta nascere dalla parrocchia matrice di Santa Barbara retta, in quegli anni, dal compianto mons. Giuseppe Maria Diana. In verità l’antica chiesa di Sant’Antonio era considerata sussidiaria della parrocchiale di Santa Barbara e spesso i vice parroci vi celebravano per venire incontro alle necessità spirituali degli abitanti di quel rione. Tuttavia, adottandola come chiesa parrocchiale, si dimostrò bisognosa di interventi consistenti, non solo per la suppellettile liturgica, ma anche per il risanamento della struttura e il reperimento di ambienti per attività pastorali. Con la sua semplicità riuscì ad accattivarsi la fiducia di amici e benefattori e molte furono le opere e le iniziative intraprese dal suo coraggio ed entusiasmo. Per tutto ciò non risparmiò neppure il patrimonio ereditato dalla sua famiglia d’origine. La nuova parrocchia dedicata al Santo di Padova verrà eretta giuridicamente nel 1948 anche se l’amministrazione del primo Battesimo risale al 24 maggio 1947; Villacidro sarà la prima cittadina della nostra diocesi ad iniziare l’esperienza della duplice parrocchia con inevitabili difficoltà, ormai superate nell’arco dei decenni. Nel 1965 il vescovo, mons. Antonio Tedde, nominò don Isidoro canonico penitenziere della Cattedrale e per questo si trasferì ad Ales dove, alcuni mesi dopo, fu nominato parroco reggente della parrocchia della Cattedrale e quindi successore di mons. Antonio Fanni che, dopo cinquant’anni, lasciò Ales per motivi di salute. Resse la parrocchia fino all’arrivo del nuovo parroco mons. Mario Meloni nel 1968. Nel “ventennio alerese”, il canonico Manias non si stancò mai di rendere la sua presenza pastoralmente attiva. Era fedelissimo e disponibilissimo nell’espletare il delicato ufficio di penitenziere diocesano sia in Cattedrale come nella sua abitazione frequentata sovente da laici e sacerdoti. Fu lui a rifondare l’Azione Cattolica parrocchiale secondo i nuovi statuti e le nuove configurazioni del tempo. Guidava le conferenze delle Dame di Carità di San Vincenzo e curava spiritualmente anziani e ammalati visitandoli frequentemente per la Confessione e la Comunione eucaristica. Coordinava il gruppo parrocchiale dei chierichetti, organizzava il concorso dei presepi e non mancava la gita sociale con l’AC e l’ACR. Nella primavera del 1985 decise di lasciare Ales e fece ritorno a Villacidro dove dimorò, fino alla sua morte, accanto alla parrocchiale di Sant’Antonio da lui fondata e della quale fu il primo parroco. Anche in questo periodo continuò a rendersi utile nel limite delle sue possibilità di salute ed età. Ammirevole fu il gesto spinto dalla caritas pastoralis di reggere, per un tempo prolungato, la parrocchia di Santa Maria Maddalena di Las Plassas. Ebbe la gioia di celebrare il suo Giubileo sacerdotale d’oro proprio nella parrocchiale di Sant’Antonio nel 1989. Concluse la sua laboriosa giornata terrena il 5 maggio 1998 e ora riposa nel cimitero di Villacidro, accanto ai suoi confratelli nel sacerdozio, dove attende il giorno della risurrezione.

Don Roberto Lai

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