La CEI ha finanziato 20 importanti opere realizzate in diocesi negli ultimi 10 anni

Domenica scorsa è stata celebrata in tutte l’Italia la 28.ma giornata di sensibilizzazione dell’8×1000 alla Chiesa cattolica. Non tutte le diocesi e le parrocchie si sono mosse contemporaneamente per questo appuntamento che, nelle singole realtà diocesane, può essere organizzato anche in momenti diversi. L’occasione è particolarmente opportuna per far conoscere non solo ai fedeli, ai frequentatori delle parrocchie, ma a tutti i cittadini che fine fanno i soldi che i cittadini, attraverso la dichiarazione dei redditi, destinano alla Chiesa.
La Conferenza Episcopale Italiana (CEI), soltanto nel 2015, ha destinato alla Sardegna complessivamente oltre 20 milioni di euro (€ 20.956.915 per l’esattezza), così ripartiti: 5.650.450 euro per esigenze di culto e pastorale; 5.082.505 euro per interventi caritativi e 10.223.960 per il sostentamento del clero.
Una somma ripartita tra le dieci diocesi dell’isola a seconda del numero degli abitanti e del clero. Alla chiesa di Ales-Terralba sono stati destinati €1.599.061, di cui €485.422 per esigenze di culto e pastorale, €436.627 per interventi caritativi e € 677.012 per stipendi a 66 sacerdoti. Queste risorse non restano ferme nei conti della diocesi, ma si riversano nelle parrocchie e servono per finanziare l’attività degli Uffici e le iniziative degli organismi diocesani. Anche le parrocchie dispongono di soldi – pochi o molti è da verificare arrivati attraverso offerte e contributi eventualmente concessi da enti pubblici, trasferimenti della diocesi. Per amministrare queste somme la Chiesa prevede obbligatoriamente in ogni parrocchia la costituzione del Consiglio per gli affari economici, formato da alcuni laici che, insieme col parroco, curano la gestione della cassa parrocchiale.
La scarsità di clero, la necessità della sua più profonda specializzazione pastorale e la concentrazione del ministero del prete sugli aspetti essenziali e specifici presuppongono che egli venga liberato dalle incombenze di carattere amministrativo, soprattutto di natura civilistica, che richiedono dispendio di tempo e di attenzione accanto a competenze specifiche.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 9, pagg. 1-4.

Mario Girau